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"Domandatevi nell'ora più silenziosa della vostra notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stesso per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso [...] edificate la vostra vita secondo questa necessità." - Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta

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Elisa Della Scala, scrittrice

Il Gusto di Scrivere ha incontrato Elisa Della Scala. Elisa ha lavorato come redattrice  per La7, Sky, Fox . Ha sceneggiato e diretto cortometraggi indipendenti. Nel  2003 ha pubblicato "Destino Cane".  Nel 2008 ha fondato con un socio Menostorie.com, avviando una collaborazione con Radio DeeJay per la realizzazione e la messa in onda di brevi audiostorie.


Come si struttura un racconto, partendo da un soggetto di base?


Sicuramente occorre avere un’idea abbastanza chiara di quello che si vuole raccontare, quindi il soggetto inteso come “la storia da comunicare” è fondamentale.
Per il resto, un racconto non ha necessariamente bisogno di una struttura ferrea da cui partire, cosa che serve invece per un romanzo. A me piace pensare a questo paragone: scrivere un racconto è come affrontare un bel viaggio di quelli all’avventura. Conosci la partenza e l’arrivo, ma il percorso lo scopri strada facendo. Non bisogna starci troppo a pensare. Anche perché solo così le idee escono fuori liberamente e il racconto può essere “vero”. Spesso e volentieri il racconto si racconta come vuole lui, insomma. E tu nemmeno te ne accorgi.

Quali elementi sono basilari nella creazione di un personaggio che funzioni?


Un personaggio prima di tutto deve “vivere”. Questo significa che per lo scrittore quel personaggio deve esistere per davvero. Qundi il primo passo fondamentale è pensarci molto bene, magari scrivere una sorta di sua biografia da tenere sempre presente, in modo che tutto ciò che farà o che sarà detto di lui lo rispecchi fedelmente, e soprattutto sia coerente con il suo vissuto e il suo carattere. Oppure ispirarsi ad una persona che si conosce già: un amico, la nonna, il lattaio sotto casa…
Per parlare di qualcuno lo devi conoscere a fondo, poi non necessariamente scrivi di lui tutto quello che sai. A volte basta un suo gesto, un dettaglio fisico, una sua abitudine o una sua passione per raccontare tutto il suo essere.

Tu hai lavorato a lungo nel mondo delle audiostorie: che cosa bisogna tenere presente nella creazione di una "storia da ascoltare" ?

 

Prima di tutto la sua destinazione: il testo deve essere strutturato in modo che sia facile interpretarlo a voce alta, e che l’ascoltatore possa seguire la storia senza correre il rischio di “perdersi”.
Qundi è fondamentale che abbia una sintassi e una punteggiatura fatte ad hoc. Non è facile da spiegare in due parole, ma sostanzialmente questo si traduce in una punteggiatura che indichi il ritmo e il respiro della lettura, e in frasi piuttosto brevi e non troppo articolate.
Poi è importante anche una scelta accurata delle parole. Sostantivi e verbi devono essere evocativi, esprimere molto bene sia il concetto sia la sensazione da comunicare. Anche gli aggettivi devono seguire la stessa regola: pochi ma mirati. Quindi un occhio di riguardo va sicuramente dato anche alla semantica. Ci tengo a precisare che questo vale per le audiostorie; gli audiobook sono tutt’altra cosa, ovviamente.

 
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