| Riti&rituali collettivi |
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Ogni format degno di questo nome deve contenere dei rituali: elementi tipici di quel particolare format, che lo distinguano da tutti gli altri e che riescano a stimolare un senso di appartenenza nello spettatore. E' un po' come quando andiamo a mangiare in un ristorante etnico con gli amici e riconosciamo alcuni dei piatti. In quel momento proviamo una sorta di ritorno a casa e ci sentiamo ben lontani dall'imbarazzo che abbiamo sentito impadronirsi di noi quando siamo entrati per la prima volta. Siamo sicuri, leggeri, rilassati, mentre i nostri amici sono spiazzati davanti a tutti quei nomi in lingua straniera che li disorientano.
Lo stesso accade quando guardiamo un programma televisivo e sono proprio questi elementi riconoscibili, che talvolta arriviamo persino ad attendere, che fidelizzano lo spettatore a quel programma. Un autore televisivo deve inventare uno o più riti, che non stravolgano la struttura narrativa del programma, ma che anzi gli diano personalità, rendendolo unico e ben riconoscibile. Può essere una battuta del conduttore, un cambio di scena o d'abito, un rvm ironico, una rubrica dal nome curioso, insomma tutto ciò che può colorare il programma.
Ogni format ha un suo stile e un suo linguaggio, che funziona nel momento in cui piace al suo pubblico, perchè viene compreso e fatto proprio. Capita persino che alcuni di questi rituali diventino dei "tormentoni" ed entrino a far parte del linguaggio comune, quasi fossero dei neologismi. Quando questo accade il successo del programma è garantito e fa da cassa di risonanza, sottolineando implicitamente l'enorme potere del mezzo televisivo. |
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