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Il Gusto di Scrivere ha incontrato Giuseppe Franco, caporedattore centrale de La Voce d'Italia. Giuseppe è esperto di comunicazione web e docente di informazione web 2.0 presso il Master in giornalismo e comunicazione multimediale, organizzato da Innovazione culturale e patrocinato da Google, YouTube, Microsoft e dal Dipartimento per l'Informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Giuseppe collabora inoltre con il Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Uninsubria di Varese come Cultore della materia di Teoria e Tecnica del linguaggio giornalistico.
Qual è il target di un quotidiano online?
Oggi l’utente del web è mediamente informatizzato. I giovani sono più portati alla lettura dei quotidiani online, perché conoscono le nuove tecnologie con più facilità, le utilizzano molto spesso, usano i social network senza problemi. Questa familiarità con il web li porta però a prediligere notizie brevi, che possono essere lette in velocità, complice anche il progressivo diffondersi dei free press. D'altro canto, non è escluso che anche persone più avanti con gli anni abbiano dimestichezza con le nuove tecnologie. La grande differenza è nella modalità di fruizione: questi ultimi infatti si avvicinano volentieri anche a pezzi di approfondimento di una certa lunghezza, che richiedono un maggiore tempo di lettura, perchè sono abituati al giornalismo classico dei quotidiani cartacei. Direi che, a grandi linee, possiamo distinguere due macro-target: i giovani fortemente informatizzati da un lato e le persone di mezza età dall'altro, che hanno spesso una minore conoscenza tecnica. Credo comunque che ci troviamo in una fase di passaggio, caratterizzata da una grande energia e dinamicità. Tra alcuni anni assisteremo ad un grande cambiamento, non dobbiamo dimenticare che i giovani di oggi saranno gli adulti di domani.
Quali sono le regole base di una buona informazione 2.0?
Quando incontro i ragazzi al Master e in Università, dico sempre loro che c'è un gran bisogno di "Vitamina C" per fare questo mestiere. Bisogna essere in grado di creare e creare senza fermarsi mai. Chi sceglie di fare il reporter 2.0 deve imparare come funzionano le nuove tecnologie, deve conoscere l'evoluzione dei social network, non deve fermarsi mai alla semplice scrittura di un pezzo. Deve seguire tutte le novità provenienti dalla rete globale ed essere sempre pronto a carpirne l’evoluzione. E’ di fondamentale importanza anche conoscere gli strumenti che sono a disposizione oggi: dai software di fotoritocco a quelli di montaggio audiovisivo fino ai CMS (content manager system), per esempio. Scrivere per un quotidiano online significa pensare in maniera ipertestuale, interattiva e multimediale. Il contenuto testuale di un pezzo giornalistico è la condizione necessaria ma non più sufficiente. Ogni pezzo deve essere pensato nella sua interezza, ovvero facendo attenzione alla scelta di immagini, foto, articoli correlati, link ipertestuali etc. La scrittura deve essere innanzitutto chiara e di immediata comprensione - questa è una regola comune al giornalismo cartaceo - però sul web deve diventare sintetica e veloce.
Come si redige un titolo che faccia audience?
Sul web non basta conoscere le esigenze e le preferenze dei lettori, bisogna conoscere le logiche dei motori di ricerca. Se su un giornale cartaceo si può essere creativi nello scrivere un titolo e conquistare l’attenzione del lettore, online è necessario considerare quali sono le keywords (parole-chiave), in modo che vengano immediatamente indicizzate dai motori di ricerca. Sul web, se voglio davvero superare me stesso e fare un bel titolo, devo riuscire a miscelare le parole chiave in modo creativo e originale.
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