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"Domandatevi nell'ora più silenziosa della vostra notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stesso per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso [...] edificate la vostra vita secondo questa necessità." - Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta

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Dario Negri, direttore Televisionet

Il Gusto di Scrivere ha incontrato Dario Negri, Direttore di Televisionet. Dario è anche uno dei titolari di Studio B16 e lavora da 7 anni come Direttore operativo al SuperStudio Più di Milano. In passato ha lavorato alla start up di attività produttive a Shangai.

Quali elementi caratterizzano un buon progetto di comunicazione sul web?

Il web ha diverse caratteristiche dalle quali non si può prescindere per costruire una comunicazione efficace: la prima è il multilanguage. Chi approccia questo mondo deve essere bilingue e conoscere perfettamente l'inglese. Chi approccia il web approccia una realtà globale, non ha più a che fare solo con realtà locali. Se vai in edicola è difficile trovare pubblicazioni straniere, bisogna cercarle. Invece online questa è l'opzione di base.


Poi c'è il problema dell'autorevolezza del contenuto. Il web è visto ancora da alcuni come un surrogato della comunicazione tradizionale. Il futuro in cui
c'è integrazione tra media differenti per me invece fa già parte del presente, anzi, forse persino del passato. Grazie al nostro fondatore, noi siamo stati tra i primi in Italia a uscire nel 2005 come casa editrice e ad essere subito sul web. Siamo strutturati e organizzati.

Infine per comunicare efficacemente online c'è la questione interattività. Non esiste più solo una modalità di comunicazione push. Accade il contrario di quello che succedeva con i media classici. L'utente digitale può disporre dei contenuti quando vuole e come vuole, in ogni luogo e in ogni momento. Deve solo imparare a usare bene gli strumenti a disposizione. Per chi costruisce la comunicazione questo significa avere una maggiore concorrenza sui contenuti, perchè aumenta il numero di punti di riferimento a disposizione degli utenti. Sul web sei obbligato a dare qualità, devi darti una struttura per sopravanzare la concorrenza.

La cosa che più mi piace del web è che c'è grande libertà: puoi costruirti un'immagine in modi sorprendenti e nuovi. Non è tutto già codificato. L'individuo può esprimersi,  può ricercare i suoi limiti e capire quali sono i suoi punti di forza. Anche da un punto di vista estetico tutti – personaggi noti e sconosciuti, grandi artisti e persone normali – sono sullo stesso piano e questo consente di mettersi alla prova continuamente.

A Televisionet è in corso un restyling: quali sono i nuovi punti di forza?

Innanzitutto c'è una struttura molto snella ma solida, con delle expertise. C'è un' ottimizzazione delle risorse e il massimo rispetto per il lavoro delle persone. Il punto di forza del progetto sono in realtà le teste, le esperienze, le conoscenze che ci stanno dietro. Tutti noi siamo diversi ma complementari e soprattutto abbiamo lo stesso modo di guardare al futuro e la stessa onestà intellettuale. Sappiamo lavorare in sinergia.

 

Sono convinto che la web tv a breve – in 3 o 4 anni - diventerà lo standard e ucciderà la tv tradizionale. Sta cambiando la percezione stessa delle cose. Nel momento in cui c'è un'evoluzione del supporto, bisogna adeguarsi. La tv la puoi vedere a casa, una web tv ovunque tu sia. E' già un'esperienza diversa. Il web ti dà un'esperienza privata anche in pubblico.


Con la nuova TVN non vogliamo proporre informazioni, ma esperienze: ciò che conta è condividere. Noi facciamo scouting per l'utente offrendogli determinati contenuti, poi c'è un'interazione su tre livelli. Innanzitutto il palinsesto c'è, ma l'utente può mixare italiano e inglese e interagire a livello spazio-temporale. In secondo luogo, ci sono informazioni video on demand, ma non la pubblicazione diretta di contenuti da parte degli utenti per una questione di autorevolezza. Infine diamo la possibilità di pubblicare contenuti video su alcuni argomenti, passando però per il filtro della redazione: per esempio, in questo periodo stiamo cercando corti di ricerca sulle arti visive.

Come si fa, secondo te, a distinguersi sul web e a fare la differenza?

In base alla mia esperienza, bisogna lavorare innanzitutto a livello personale per essere presenti a se stessi, un po' come succede nel golf: essere consapevoli degli agenti esterni, ma allo stesso tempo fare attenzione a quello che accade dentro di noi. E poi è necessario essere umili, sentirsi cittadini globali, essere sempre in grado di leggere quello che si ha intorno per non sentirsi spaesati. Formarsi e fare esperienza costantemente, non pensare di essere già arrivati.
Secondo me, il web ci salverà. E' una sorta di selezione darwiniana: oggi devi fare fatica per ottenere le cose e distinguerti, per questo a sopravvivere saranno solo i migliori.

 
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